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  • Messaggi scritti da Massimo Zelli
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    • 1/831
  • Entro di rado oramai.

    Ma leggere queste cose è sempre bello
    1 anno fa
  • ogni tanto si torna a respirare l'aria del vecchio PIR anche se da chi era troppo giovane per esserci!
    1 anno fa
  • Senza averla ancora vista è difficile credo per chiunque fare paragoni.

    Comunque conoscendo la 180 da 11 anni e più posso dirti che questa non gli somiglia per nulla.

    CITAZIONE (Marlon. @ 4/8/2022, 13:09) 
    Quando saranno disponibili nei negozi ,e quali misure ?

    Fine agosto credo.
    1 anno fa
  • CITAZIONE (TIZIANO DINI1 @ 3/8/2022, 13:04) 
    Ho appena visto un piccolo video di Zelli che anticipa grosse novità sulle bolognesi Daiwa, ho letto il codice sulla canna che usava.............Daiwa AVI 70 infinity R.
    Ho da poco comprato le 6 e 7 mt sia power sia regular..................se sapevo di queste novità aspettavo ancora un pelino.................comunque attendo info sulle novità! :rolleyes:
    Massimo Zelli illuminaci :prega: :emoticon_cincin.gif: :thumbup:

    E' una canna con azione regular ma con una curvatura differente.

    Ha un diametro leggermente più largo della regular standard è migliore nel bilanciamento e nella velocità e con una curvatura molto più rotonda e continua.

    E' di fatto una canna molto più all-round che strizza l'occhio a canne del passato come la AW-V di cui riprende la livrea e il tipo di azione, ma con materiali moderni.

    E' fondalmente un'attrezzo per finali medi, ma molto votato ai pesci grossi.

    Diciamo che è una regular "plus" o Infinity R, come l'abbiamo chiamata.
    1 anno fa
  • sempre belle storie vissute.
    1 anno fa
  • senza aver avuto l'amore di un animale domestico, non si possono capire certe parole.

    Spero che vada bene il più a lungo possibile.
    1 anno fa
  • una delle mie, ancora oggi, più belle creazioni.
    1 anno fa
  • E' un'arte per poeti in via di estinzione.
    1 anno fa
  • CITAZIONE (sandro-mi @ 25/3/2022, 11:08) 
    Azz....l'ho letto solo adesso !
    Bel report Massimo, bellissimo pesce e soprattutto grande verità quando parli di "quei" 5 minuti....
    Sono quelli che prima ti fanno paura, poi ti fanno sperare,poi ti fanno sognare,poi ti fanno ricordare.....
    Sono adrenalina pura che scorre nelle vene, il cuore che raddoppia i battiti ....
    Sono ricordi per tanti anni, forse per sempre
    E, rilancio, di "quei" 5 minuti, prova a ripensare come era il tuo cuore, la tua mente, il tuo braccio, negli ultimi 30 secondi, quelli della guadinata che o ti dice di sì o ti cancella di colpo l'illusione
    Pensa a certi pesci arrivati a una spanna nemmeno dal guadino che poi, all'ultimo, si sono girati e se ne sono andati stanchi ma vincitori.
    "quei" 5 minuti sono l'essenza della pesca....è per l'attesa di arrivare a questo che si continua a calcare la sponda dei fiumi

    Hai ragione e ti dirò di più, ho una bella biblioteca in testa di questi 5 minuti, anche con pesci che mi hanno salutato quando oramai era fatta, a tiro del guadino.

    Questo non l'ho scritto, ma quando me ne ricordo, mi viene da bestemmiare!

    Di solito mi succede, anche a distanza di anni, quando torno sullo stesso picchetto dove è successo.
    1 anno fa
  • Sempre un bel pescare. Che siano barbi o cavedani o entrambe insieme
    1 anno fa
  • CITAZIONE (crissss @ 17/3/2022, 20:36) 
    Questi cinque minuti li hai condivisi con tutti noi ,
    E a culo stretto son stato anche io, mentre leggevo ...
    Bello scritto massimo e bel pesce .

    Purtroppo o per fortuna, per quanto ne restino solo 5 minuti, nella vita di un pescatore a passata sono pochi gli eventi per incontrare simili avversari. Sono pesci ed eventi rari

    CITAZIONE (Mezzorata @ 21/3/2022, 10:32) 
    5 minuti che durano una vita....
    sempre un gran piacere leggere di queste scorribande.

    C’è chi parla di un quarto di miglio alla volta e chi più umilmente di 5 minuti alla volta… incluso tirarsi su i pantaloni.😂
    1 anno fa
  • CITAZIONE
    “Ricordati che prima di lanciare bisogna fare molti anni di canna fissa. Verrà un giorno in cui questa canna non la vorrà più nessuno. Il progresso è progresso e ci sarà anche nella pesca, e così la gente si dimenticherà che la canna fissa è la grande maestra di tutti i pescatori. È con la canna fissa che s’impara a pescare”

    Pare che c'abbia preso, purtroppo.

    chapeu per il resto.
    1 anno fa
  • blue e pronfondo questo racconto.

    In ogni senso.
    1 anno fa
  • CITAZIONE (barbus1 @ 17/3/2022, 17:06) 
    :clap1: :clap1: :clap1: :clap1: :clap1: :clap1:

    Adesso capisci perchè, 40 anni fa, avevo preso in serissima considerazione l'idea di trasferirmi a Gallarate, per avere il Ticino a due passi da casa? :D

    Quanto mi piacerebbe averti li nelle mie scorribande Pie’
    1 anno fa
  • 5 Minuti

    Siamo prossimi al quarantunesimo giro di boa, è l’anno del signore 2022, giorno 20 Febbraio, ore 11:32, Fiume Ticino. La pesa segna 3060 grammi che, al netto della tara, fanno 2700 spaccati e 58 centimetri. Questo in termini di statistica è quanto è accaduto.

    Mi accendo una sigaretta e mi guardo il cavedano nella rete, adagiato sul bagnasciuga della sponda. E’ un pesce fuori dal normale che non riesco ad abbrancare con una mano. Poi guardo Matteo, s’è fumato anche il filtro. Non capisco se è sorpreso, contento o solo agitato.

    Quegli occhi a fessura, fatico spesso a capirli, delle volte pare Clint Eastwood, con soltanto due espressioni: una con il cappello e una senza cappello. Citazioni Leoniane a parte, credo che non gli passi nemmeno uno spillo su per il buco del culo: non ho capito se per la contentezza o per la responsabilità di aver messo nel coppo il pesce più bello che abbia preso negli ultimi 3 anni. Probabilmente entrambe le cose. Avrei il fiatone anch’io dopo aver guardato un simile combattimento ed essermi preso la responsabilità di vincere o perdere, con un colpo di coppo, un pesce che per un amico può voler dire tanto. Del resto me lo aveva detto:<< Secondo me un pesce da tre chili te, lo prendi in Ticino prima che da altre parti >>. A tre chili non ci sono arrivato nemmeno stavolta e nemmeno a sessanta centimetri. Palo, ma la partita è lunga e credo d’essere in giro ancor per qualche tempo a giocarla.

    Ossigeno per bene il pesce, è una bestia magnifica, tanto inconsapevole personificazione di ogni mia ossessione in ambito di pesca, quanto maestosa nello spessore, nella lunghezza e nel colore d’oro vecchio. Un paio di colpi dei potenti dorsali, e riprende il fondale, nell’acqua azzurra, trasparente e scura, di questo inverno secco in Ticino. Pare pensarci un attimo, andando a riprendere fiato sotto un masso. Ma poi si decide, lui è un maestoso re del fiume e va al suo posto, sul fondo, in mezzo alla corrente veloce e ossigenata dove per nuotare servono stazza e muscoli.

    Io sono stanco, ho diversi Km da fare ma il pensiero di dover salire in macchina è quasi consolatorio: avrà quasi 350 Km per riavvolgere il nastro e riguardare ogni fotogramma, ogni secondo e sentire sul braccio nuovamente ogni testata di quel pesce così forte. Pesco ancora mezz’ora senza convinzione, oramai quello che ero venuto a fare è avvenuto. Matteo mi domanda se è il caso che chiuda la canna, s’è fermato lì, dietro di me, in attesa di non so quale altro colpo di scena e resta sorpreso quando gli rispondo:<< Ma si … Cosa altro vuoi che succeda dopo questa>>.

    Quello che, chi non ha mai provato a pescare, faticherà a capire, è che quei 5 minuti d’adrenalina durano per ore nella nostra testa, per giorni, talvolta per anni. La pesca è come tutti gli altri fatti della nostra vita. Nella memoria non resta ogni cosa, restano solo degli stralci fondamentali, degli eventi notevoli, che segnano il nostro percorso e che restano indelebili ad identificarlo. La durata di queste registrazioni è quasi sempre brevissima, spesso è fatta di immagini, talvolta può essere “un filmino” di qualche minuto, che perde qualità nel tempo e che viene continuamente manutenuto e riadattato dalla nostra mente in base alle sensazioni che suscita e al nostro umore del momento. Se provate per esempio a ricordare per intero una giornata nella quale avete fatto qualcosa che ricordate benissimo, tipo catturare un cavedano enorme, vi accorgete che in realtà non sapete affatto cosa è successo in quella determinata giornata. Non sapete cosa avete mangiato, che ora era quando siete usciti da casa, cosa avete fatto la sera per cena: vi ricordate solo quel pezzetto di 5 minuti che comporta la cattura del vostro pesce. Rivedere quei 5 minuti diventa come quando guardi una pellicola di Kubrick, scopri un dettaglio, una sottigliezza, un oggetto particolare, un lato della trama che non avevi compreso, ogni volta che quel film ti passa davanti agli occhi.

    <<quanto la fai difficile per un pesce>>.
    <<si e va bene così. Non è che la faccio difficile: è difficile. E vivo di queste vittorie, di questi piccoli momenti effimeri che sono un po’ il sale di un’arte che non interessa a nessuno e che non espongono nei musei>>.

    Alle 11:24 faccio una spugna, pastura bianca e bigattino. La roba da dargli è quasi finita e il risultato è scarso fino a questo momento: un pesce preso, un bel pigo, e un pesce perso, probabilmente rampinato. Tutto questo in tre ore e mezza di pesca. Riesco a fare una passata giusta ogni 20 minuti per via di un vento che oggi, a tratti, alza persino una leggera onda.

    Il delirio di sentire che quella mattina così preziosa mi sfugge dalle mani senza poter pescare bene va spento a suon di sigarette. Penso tra me che appena saranno finite le quattro o cinque rimaste, mi attaccherò alle foglie secche degli alberi. Aveva ragione Marlene Dietrich: “la sigaretta è una nevrosi ma il sigaro è un amico”. Ma io non faccio prigionieri e ne faccio ardere un tot quando sono a pescare e le cose non vanno come vorrei.

    Alle 11:26 l’aria smette di soffiare. <<bene, così ho modo di fare una passata come dio comanda>>. Esordisco. Alle 11:27 l’antenna rossa sparisce come un proiettile. Alzo la canna e incontro il pesce. Sento delle testate. E’ preso per la bocca ed è un pesce bianco. Matteo dietro di me vede la canna piegata oltre il solito e mi chiede se si tratti di un barbo. Gli rispondo di no, che è un pesce bianco. Prende la distanza e non riesco a tenerlo. Ho un finale grosso, non credo riesca a rompere ma temo che l’amo perda la presa. Col passare dei minuti e con movimenti decisi ma misurati riporto il pesce vicino, a tratti riesco a vedere delle specchiate color oro, capisco che è un cavedano di grosse dimensioni e cerco al contempo di mantenere la calma. Ha ancora parecchia forza e non pare abbia molta voglia di salire all’aria.
    Matteo domanda nuovamente se è un barbo: gli rispondo di no, nuovamente. Questa volta anche in malo modo. Me lo sentivo che non era un pesce di quelli che prendi spesso. Piano piano lo sento cedere. Il filo smette di fischiare. La tensione si è allentata.

    Con un gesto abbastanza rischioso abbasso la canna e lo trascino a monte di me, in modo che aggalli una sola volta, in prossimità del guadino. Con un pesce del genere, provare due volte porta ad una fine ovvia: perderlo. Posso vedere il pesce sotto me mentre lo trascino a monte a filo dei prismi: non accenna a buttarcisi dentro. << E’ cotto>> penso.

    Lo alzo velocemente e quando mette fuori la bocca, che c’entrerebbe un’arancia per intero, l’unico pensiero che m’attraversa come una scossa è la vista di quell’amo conficcato su un angolo della bocca. Se adesso mollasse la presa, lancerei la canna in mezzo al fiume dalla rabbia. Senza scherzi.

    Invece tutto finisce come vorrei. Non ho lasciato nulla al caso in quei 5 minuti. E soltanto quelli, solo quei 5 minuti, me li porterò dietro per il resto dei miei giorni. Saranno li ad aspettarmi, in tutti i momenti in cui avrò voglia di pensarci. In tutti i momenti in cui avrò voglia di pescare, ma solo quel pesce.



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    Edited by Massimo Zelli - 17/3/2022, 13:47
    1 anno fa
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